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Senosecchia
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top
mweaSenosecchiacite-ref-porcia-1-0[1]cite-ref-2[2]cite-ref-deagostini-3-0[3]cite-ref-4[4]cite-ref-gazzetta-5-0[5], già mwjqSenosechiacite-ref-cappellaris-6-0[6], (in mwkgsloveno mwkwmwlaSenožeče, in mwlqtedesco mwlgSenosetschcite-ref-kuk-7-0[7]) è una frazione del comune di mwmwDivaccia, all'estremità nord-orientale del mwnaCarso mwnqsloveno.

Contents

Storia
Note

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Geografia fisica

Corsi d'acqua

mwogSenožeški potok

Alture principali

Monte Auremiano (mwpqVelika Vremščica), 1027mwpg m; mwpwSlatna, 914mwqa m; mwqqDobravšni vrh, 767mwqg m; mwqwLunovci, 740mwra m; mwrqMatičnik, 768mwrg m; mwrwAjdovec, 718mwsa m; mwsqGoli vrh, 710mwsg m.

Storia

Dopo la mwtqcaduta dell'Impero romano d'Occidente, e la parentesi del mwtgRegno ostrogoto, a seguito della mwtwGuerra gotica promossa dall'imperatore mwuaGiustiniano I il suo territorio entrò a far parte dei domini mwuqbizantini.
Dopo la calata, nel mwuw568, attraverso la mwvaValle del Vipacco nell'Italia settentrionale dei mwvqLongobardi, seguiti poi da popolazioni mwvgslave, rimase sotto dominio dell'mwvwIstria mwwabizantina.
Dopo una parentesi di mwwgdominazione longobarda dal mwww751 ad opera del loro re mwxaAstolfo, questa parte del Carso assieme all'mwxqIstria tornò in mano mwxgbizantine dal mwxw774.

Annientati i mwyqLongobardi, mwygCarlo Magno, mwywre dei Franchi, nel mwza788 occupò anche l'mwzqIstria mwzgbizantina inglobandola nel mwzwRegnum Italiae affidato da Carlo al figlio mwaaPipino; nell'mwaq803 venne istituita la mwagMarchia Austriae et Italiae che comprendeva il Friuli, la Carinzia, la Carniola e l'Istria. Alla morte di mwawPipino nell'810, il territorio passò in mano al figlio mwbaBernardocite-ref-8[8].
Con la morte di mwcgCarlo Magno nell'mwcw814 la carica imperiale passò a mwdaLudovico I che affidò il Regno d'Italia al suo primogenito mwdqLotario, il quale già nell'mwdg828 (dopo aver deposto mwdwBaldrico per non aver saputo difendere le frontiere orientali dagli Slavi) divise la parte orientale del Regno, ossia la mweaMarca Orientale (o del Friuli), in quattro contee: Verona, Friuli, Carniola e Istria (comprendente il Carso e parte della mweqCarniola interna). Da allora le contee del Friuli e dell'Istria vennero conglobate nella nuova “marca d'Aquileia”, come parte del Regno d'Italia.

In seguito al mwewTrattato di Verdun, nell'mwfa843, il suo territorio entrò a far parte della mwfqLotaringiacite-ref-9[9] in mano a mwggLotario I e più specificatamente dall'mwgw846 della mwhaMarca del Friuli, in mano al marchese mwhqEberardo a cui succedettero prima il figlio mwhgUrnico e poi l'altro figlio mwhwBerengario.

Cessato il dominio franco con la deposizione di mwiqCarlo il Grosso, mwigBerengario, divenuto re d'Italia, passò il marchesato aquileiese al suo vassallo mwiwVilfredo che venne poi nell'mwja895 da lui nominato marchese del Friuli e dell'Istria.

Nel mwjg952 l'imperatore mwjwOttone I obbligò il re d'Italia mwkaBerengario II a rinunciare alle contee “Friuli et Istria”, unendole al mwkqImpero romano-germanico e subordinandole al ducato di Baviera tenuto dal suo fratellastro mwkgEnrico I a cui successe il figlio mwkwEnrico II. Nel mwla976 passò al mwlqDucato di Carinziacite-ref-10[10] appena costituito dall'imperatore mwmgOttone II.

Nel mwna1027 il mwnqPatriarcato di Aquileia venne proclamato da mwngCorrado II, nella dieta di Verona, “feudo immediato dell'impero”, venendo così tolto dalla dipendenza dei mwnwduchi di Carinzia; nel mwoa1028 tutto il Carso venne assegnato al mwoqPatriarcato di Aquileiacite-ref-11[11].
Nel mwpw1077 il Patriarcato venne innalzato (e costituito dall'imperatore mwqaEnrico IV) a mwqqPrincipato ecclesiastico di Aquileia, che ebbe influenza, mediante apposito diploma emesso lo stesso anno dall'mwqgimperatore, anche sulla marca di Carniola e sulla contea dell'Istria (quest'ultima già dal mwqw1040 avente lo status di mwraMarchia et Comitatus Histriae, e dal mwrq1070 ceduta dall'mwrgimperatore a Marquardo III di Eppenstein; Marquardo III, aveva sposato Edvige o Haldemud, figlia di Wilpurga e Variento, duca del Friuli e signore di Goriziacite-ref-12[12], dal quale ereditò le signorie isontine).

Dall'XI secolo comparvero sulle coste triestine i mwtaDuinati, una stirpe di guerrieri germanici che si stabilirono nei resti della torre romana di mwtqDuino.
Inizialmente i rapporti tra i mwtwpatriarchi e i cavalieri di Duino (vassalli dei primi) furono cordiali; dal mwuaPatriarcato di Aquileia avevano in feudo tre estesi domini: mwuqDuino, da cui presero il nome, Senosecchia e mwugPrimanocite-ref-13[13], ma successivamente i Duinati strinsero solidi rapporti con i potenti mwvwconti di Gorizia, divenendone ministeriali.
Il rapporto tra Duinati e i conti goriziani durò fino al 1336, quando i Duinati si misero sotto la protezione (assieme a tutti i propri possedimenti) dei duchi d'Austria e cioè alla potente famiglia degli Asburgo, i quali in questo modo indiretto per la prima volta raggiunsero il mare; il passaggio di alleanza fu dovuto soprattutto all'esigenza di trovarsi un protettore più potente dalle insidie e dai pericoli rappresentati dalla forte ondata espansionista veneziana nell'Adriatico settentrionale che riprese vigore agli inizi del XIV secolo.
La famiglia dei conti di Duino però si estinse nel mwwg1399 con Ugo IX e la signoria passò all'mwwwAustria che ne investì i signori di Walsee.
Nel mwxq1464 gli ultimi dei Walsee, i fratelli Volfango e Roberto (o Lamberto), si suddivisero i possedimenti; nel 1472 Roberto vendette poi tutte le proprietà del ramo a lui assegnato (castello di Duino e i rimanenti beni e feudi sul Carso e nell'Istria) all'imperatore mwxgFederico IIIcite-ref-14[14].
Duino, assieme ad altri feudi del Carso, fu ceduta alla Carniola nel mwza1524cite-ref-cappellaris-6-1[6]cite-ref-15[15] a sua volta parte del mw1qCircolo austriaco del mw1gSacro Romano Impero.

Nel 1661 risulta un possedimento della potente mw2afamiglia dei Porciacite-ref-porcia-1-1[1].

Con il mw3gtrattato di Schönbrunn (mw3w1809) entrò a far parte delle mw4aProvince Illiriche.

Col mw4gCongresso di Vienna nel 1815 rientrò in mano austriaca nel mw4wRegno d'Illiria; passò poi nel 1849 sotto il profilo amministrativo alla mw5aCarniola interna, come comune autonomo inserito nel distretto di mw5qPostumiacite-ref-16[16]; era noto con il toponimo mw6gtedesco di mw6wSenosetsch e con quello mw7asloveno di mw7qSenožeče.

Dopo la mw7wprima guerra mondiale passò, come tutta la mw8aVenezia Giulia, al mw8qRegno d'Italiacite-ref-17[17] come comune, comprendente Gaberce Auremiano (mw9gGabrče), nel Distretto di Postumia della ripartizione Carinzia e Carniolacite-ref-censimento-18-0[18]; nel 1923 il comune venne inserito nel mw-wcircondario di Postumia della mw-aprovincia di Triestecite-ref-19[19].

Nel mwaqi1926 vi vennero aggregati i soppressi comuni di mwaqmLase, mwaqqSinadole e mwaquVillabassa di Senosecchiacite-ref-20[20].

Fu soggetta alla mwaqsZona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK) tra il settembre 1943 e il maggio 1945 e dopo la mwaqwseconda guerra mondiale il suo territorio passò alla mwaq0Jugoslavia; attualmente Senosecchia (denominata ufficialmente mwaq4Senožeče) è frazione del comune di mwaq8Divaccia.

Note

cite-note-porcia-11. attestazione della dizione mwargSenosecchia nella patente del 17 febbraio 1661 dove l'imperatore mwarkLeopoldo I innalzò alla mwarodignità di Principe Giovanni Ferdinando conte di Porcia e Brugnera e Mitterburg, Signore di Senosecchia e Prem, Consigliere intimo e Cavaliere del Toson d'oro citata in mwarsREPERTORIO GENEALOGICO DELLE FAMIGLIE CONFERMATE NOBILI ESISTENTI NELLE PROVINCIE VENETE, compilato da Francesco Schröder, segretario di governo – Venezia mwarwMDCCCXXX
cite-note-22. Cfr. il toponimo "Senosecchia" a p. 66 sull'mwasaAtlante geografico Treccani, vol I, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2008.
cite-note-deagostini-33. Cfr. a p. 105 in mwasqIstituto Geografico De Agostini, mwasuAtlante Metodico De Agostini 2002-2003, Novara, 2002, ISBN 88-511-0179-5.
cite-note-44. mwasoAtlante stradale d'Italia, Touring Editore, 1998, tav. 20.
cite-note-gazzetta-55. mwas4mwas8mwataRegio decreto 29 marzo 1923, G.U. 27 aprile 1923, n.99, su mwateaugusto.digitpa.gov.it.
cite-note-cappellaris-66. mwatcSenosechia in: mwatgmwatkCarta delle Contee di Gorizia, di Gradisca, Distretto di Trieste e del Friuli veneto, dedicata all'Imperiale Regia Società d'Agricoltura delle medesime Contee nuovamente misurata e disegnata dal cesareo regio provincial Ingegnere Giannantonio Cappellaris, in Venezia per P. Santini, 1780 mwatoArchiviatomwats il 18 luglio 2012 in mwatwArchive.ismwat0. - Carta 1.2
cite-note-kuk-77. mwauimwaummwauqSesana und St. Peter 1914 - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - 810 - ZONE 23 - KOL X (mwauumwauyJPG), su mwaucupload.wikimedia.org.
cite-note-88. mwausmwauwmwau0Mappa dell'Impero carolingio all'ascesa di Ludovico I (814), su mwau4upload.wikimedia.org.
cite-note-99. mwavila mwavmLotaringia (con l'Italia) (in verde) nell'impero carolingio con le tre principali suddivisioni dell'anno 843
cite-note-1010. mwavcMappa del ducato di Carinzia attorno all'anno 1000 - Allgemeiner historischer Handatlas , 1886
cite-note-1111. S. Rutar, mwavsZavršniška gospoščina na Krasu, in mwavwIzvestjia Muzejska društva za Kranisko, letnik V (1895), pp. 127mwav0 : si attesta la donazione da parte dell'imperatore mwav4Corrado II al patriarca di Aquileia mwav8Poppone di tutto il territorio carsico (mwawatotam Carsiam) per aver respinto nel 1028 gli ungheresi che erano penetrati nella mwaweCarniola
cite-note-1212. citato come Conte di Gorizia in “mwawuNotizie delle Cose del Friuli, scritte secondo i tempi, da Gian-Giuseppe Liruti, Signor di Villafredda ec., Accademico della Società Colombaria di Firenze, e dell'Accademia Udinese, Tomo Terzo, in Udine MDCCLXXVII”
cite-note-1313. Thesaurus Ecclesiae Aquilejensis, n. 1246 (mwawk MCCCLXVI. die decima mensis Junii. Venerunt ad presentiam nobilis militis D. mwawoUgonis de Duyno Ambaxatores Reverendissimi D. Patriarche Marquardi...et eidem Domino de Duyno exposuerunt pro parte ipsius D. Patriarche, quod ipse debebat facere sicut sui antecessores, videlicet recipere in feudum ab Ecclesia Aqulegensi mwawsCastrum Duyni, et mwawwCastrum Prem cum omnibus appendentiis eorum, et totum quod habet in Meran, sive in Croatia, prout ibidem coram ipso Domino de Duyno produxerunt quoddam Instrumentum publicum scriptum manu Conradi Notarii de Civitate Austrie sub anno Domini mwaw0MCCLVI. Indictione XIV. die XII. exeunte Junio); Lucifer Aquilejensis, 413 (mwaw4Insuper ille Dominus de Duino deberet, et debet recognoscere, more progenitorum suorum, Castra Duini, Prem, et mwaw8Solosench cum eorum pertinentiis, juxta antiquarum Scripturarum tenorem, quas ego vidi et legi, jure feudi Aquilegensis Ecclesie prelibate; sed idem de Duino...hoc facere non curavit)
cite-note-1414. mwaxmmwaxqmwaxuTreccani Enciclopedie on line - Walsee, su mwaxytreccani.it.
cite-note-1515. C. von Czoerning. mwaxoGorizia la Nizza austriaca, Milano 1969 (trad. italiana di E. Pocar della I edizione, mwaxsGörz Oesterreichs Nizza, 1. Das Land Görz und Gradisca, Wien, 1873)
cite-note-1616. mwax8mwayamwayeaustriahungary.info. mwayiURL consultato il 17 maggio 2013 mwaym(archiviato dall'mwayqurl originale il 5 ottobre 2013).
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cite-note-1919. mwazoRegio Decreto 18 gennaio 1923, n. 53, art. 2
cite-note-2020. Regio decreto 14 ottobre 1926, n. 1950.

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Collegamenti esterni

• mwaai(SL) Sito ufficiale del Comune di Divaccia (Mestna Občina Divača), su divaca.si.